Il Club Alpino Italiano Sezione di Castellanza presenta:
La discesa delle Befane del CAI dal Campanile di San Bernardo e l’incontro con i bambini
Venerdì 6 Gennaio 2023 – Chiesa di San Bernardo in Castegnate – dopo la S. Messa delle ore 10.00

Il Club Alpino Italiano Sezione di Castellanza presenta:
La discesa delle Befane del CAI dal Campanile di San Bernardo e l’incontro con i bambini
Venerdì 6 Gennaio 2023 – Chiesa di San Bernardo in Castegnate – dopo la S. Messa delle ore 10.00
AVVENTO
Affascinate, cieli, con la vostra purezza queste notti d’inverno
e siate perfetti!
Volate più vive nel buio di fuoco, silenziose meteore,
e sparite.
Tu, luna, sii lenta a tramontare,
questa è la tua pienezza!
Le quattro bianche strade se ne vanno in silenzio
verso i quattro lati dell’universo stellato.
Il tempo cade, come manna, agli angoli della terra invernale.
Noi siamo diventati più umili delle rocce,
più attenti delle pazienti colline.
Affascinate con la vostra purezza queste notti di Avvento,
o sante sfere,
mentre le menti, docili come bestie,
stanno vicine, al riparo, nel dolce fieno,
e gli intelletti sono più tranquilli delle greggi che
pascolano alla luce delle stelle.
Oh, versate, cieli il vostro buio e la vostra luce sulle nostre
solenni vallate:
e tu, viaggia come la Vergine gentile
verso il maestoso tramonto dei pianeti,
o bianca luna piena, silente come Betlemme!
Thomas Merton
AUGURI DAL CAI CASTELLANZA
Si ricorda il terzo appuntamento de “La Montagna Raccontata” in programma per
Giovedì 1 Dicembre 2022 – ore 21.00
Presso Sala Conferenza Biblioteca Civica – ingresso P.zza Castegnate, 2
Incontro con Carmine Abate che presenterà il suo libro Il Cercatore di Luce.
Il romanzo descrive la vita avventurosa e tragica dell’artista e pittore G. Segantini (1858 – 1899) attraverso le testimonianze immaginarie di una famiglia le cui vicende coprono l’arco di quattro generazioni. L’autore, fortemente legato sia alla propria origine calabrese, sia alla regione trentina di adozione, trova il modo di coinvolgere i personaggi di questa storia in alcune vicende di cronaca regionale calabrese e trentina.
Carmine Abate è nato a Carfizzi, un paese arberesh della Calabria. Emigrato da giovane ad Amburgo, oggi vive in Trentino. Ha vinto prestigiosi premi letterali; con La collina del vento (2012) ha vinto il 50° Premio Campiello.
L’autore sarà intervistato da Pamela Lainati
ingresso libero
Giovedì 3 Novembre 2022, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Civica di Castellanza (Ingresso da P.zza Castegnate 2) – ore 21.00
Marco Albino Ferrari – Mia Sconosciuta
Dopo tanti, tanti libri dedicati alla montagna, quello di Marco Albino Ferrari, dedicato alla madre, è il più intimo che ha scritto. La montagna c’è ancora: non sullo sfondo ma tutt’intorno a quella donna (sua madre) e quel ragazzino (lui), nel delicato racconto del loro amore
Marco Albino Ferrari, giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore, divulgatore. Nel 1992 è redattore della rivista Alp e nel 1998 diventa direttore responsabile. Ha curato la collana “I Licheni” per Vivalda Editori. Nel 2002 fonda la rivista Meridiani Montagne. Ha diretto per il Corriere della Sera la collana “Storie di Montagna”. Dirige la collana “Stelle Alpine” dell’Editore Hoepli. Gira l’Italia portando in scena monologhi teatrali. Ha vinto diversi premi letterali. Con Mia Sconosciuta ha vinto nel 2021 il Premio ITAS del Libro di Montagna.
Anche quest’anno la sezione CAI di Castellanza organizza l’evento Castagnata in Castegnate. Quest’anno l’evento, sempre organizzato in collaborazione con GS Tapascioni, avrà luogo Domenica 16 Ottobre dalle ore 14.30 alle ore 18.00 presso la sede della sezione, in via Don Bosco, 2.
Di seguito la locandina con i dettagli dell’evento.
Vi aspettiamo numerosi!
Castellanza, Sala conferenze biblioteca civica
FRATELLI SI DIVENTA
Mercoledì 11 Maggio ore 21 Sala Ratti Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti
Credo che questo sia il miglior film prodotto negli ultimi anni.
La visione dell’alpinismo tradizionale e i valori che dovono condurre gli alpinisti sono esplicitati chiaramente, d’altra parte non era possibile altrimenti avendo due giganti come Messner e Bonatti.
Alessandro Filippini e Fredo Valla che hanno realizzato il film sono stati magistrali nel cogliere lo spirito dell’alpinismo e dell’avventura custodito dai nel cuore dei due alpinisti.
Il film è diviso in due parti: nella prima compaiono Messner, Bonatti e Riccardo Cassin a casa di quest’ultimo per festeggiarne i 100 anni. Nella seconda, è ripreso il dialogo fra Messner e Bonatti, in occasione delle celebrazioni dei 50 anni dalla salita del nella casa di Dubino di quest’ultimo, in occasione delle celebrazioni dei 50 anni dalla prima salita al Gasherbrum 4 (1958-2008).
«E’ molto emozionante questo dialogo in cui si toccano le ragioni profonde dell’alpinismo nella sua dimensione più umana e culturale, vera e propria forma di esplorazione di se stessi, innanzitutto, il senso dell’avventura intesa come un andare verso l’ignoto con curiosità ma anche paura. Paura, che è un sentimento fondamentale, fondamento stesso del coraggio», ha commentato Pamela Lainati, della Cineteca Cai.
«Ancora attualissime le affermazioni sull’animalità insita nell’uomo, che invece sta perdendo il senso della sua ricerca, delle sue origini e soprattutto del suo scopo, sempre più irrigidito in schemi fissi che vanno bene per ogni stagione, ma di fatto disumanizzati e disumanizzanti», continua.
«Io e Walter ci siamo incontrati emozionalmente già negli anni ’70, poi però siamo entrati in contrasto per colpa di qualcosa che non era nelle nostre teste, ma di altri. Poi ci siamo riuniti, spiega Messner, perché gli alpinisti hanno lo stesso sentimento per la montagna, la stessa sensibilità. È importante che i giovani si ricordino che l’alpinismo tradizionale è un’altra cosa, non bisogna dimenticarlo. Non è la gara di arrampicata che abbiamo visto alle Olimpiadi, quella non c’entra niente con l’alpinismo. Anche se è difficile difenderlo, perché è pericoloso. Però gli alpinisti non vanno in montagna per morire, ma per imparare l’arte di non morire nonostante l’asperità del luogo», continua ancora.